L'attuale dibattito sul riconoscimento di Pedagogista come professsione, pone un elemento ineludibile. Creare "visiblità" a tale professione nei diversi contesti sociali, culturali, lavorativi. L'approccio pedagogico dovrebbe essere primario, in tutte quelle situazioni complesse, problematiche, difficili che si registrano nell'ambito familiare, nella scuola, negli ambienti di aggregazione socilale, nelle relazioni quotidiane. L'approccio pedagocico come "lettura", come ricerca, come intervento, come progettazione. Esso deve essere centrale nell'ottica, anche, di interventi integrati di natura psicologica, sociologica. Le soluzioni vanno cercate, comunque, nello spazio pedagogico. Disconoscere ciò è da miopi, è come voler far a meno degli studi di geologia e dell'apporto primario del geologo in qualsiasi opera di progettazione ingegneristico-architettonica. Tanto più "a rischio" la situazione quanto più necessaria l'opera, ineludilbile, del geologo....del pedagogista! Le Associazioni devvono farsi carico di far "penetrare" la figura del Pedagogista ovunque, in modo capillare. Tale figura va vista come il professionista che può dare contributi significativi al rinnovamento della società, suo miglioramento, alla sua elevazione qualitativa in termini di comportamenti, di atteggiamenti eticamente responsabili.Il professionista orientato a favorire i dovuti processi di integrazione multiculturale, multietnica. (seguiranno altri contributi) Filippo Minacapilli
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