Il
testo della riforma delle professioni attualmente in discussione è stato
presentato il 24 ottobre 2007 dall´On.
Pierluigi Mantini e dall´On.
Giuseppe Chicchi al Comitato Ristretto istituito presso le commissioni
parlamentari II (giustizia) e X (attività produttive, commercio e turismo) al
termine di un lungo iter che è cominciato con l’inizio della legislatura (ma di
una riforma di questo tipo si discute da 10 anni).
Quella
del 24 ottobre è una bozza che cerca di accorpare tutte le proposte di legge in
merito all’ambito delle professioni ordinistiche e non ordinistiche
presentate/discusse nella legislatura.
L’orientamento
della maggior parte di queste proposte è di arrivare a riconoscere le
associazioni professionali come l’Apei nella gestione del sistema e al
contempo di evitare di creare nuovi albi e nuovi ordini.
A novembre 2006
il Ministro Mastella ha diffuso un progetto di legge delega (presentato alla
Camera a gennaio) che conteneva i principi sulla base dei quali il Governo
avrebbe dovuto approvare il decreto legislativo di riforma delle professioni.
Da gennaio si sono fatte le audizioni in commissione (sulle cinque – sei
proposte di legge presentate) che hanno occupato tutta la prima parte
dell’anno, finchè a luglio è stato nominato un comitato ristretto.
Adesso
(dopo la presentazione di un testo da parte dei relatori) l’intenzione sarebbe
di realizzare un dibattito generale in commissione e fissare il termine per la
presentazione degli emendamenti per metà gennaio.
La
parte del provvedimento che ci riguarda più da vicino è contenuta nel capo VI
(art. 26 – 31) della proposta di testo unificato dei relatori.
Il
testo prevede la possibilità che le associazioni
professionali rilascino delle certificazioni riconosciute per legge.
Il
passaggio preliminare perché questo possa avvenire è il riconoscimento delle associazioni professionali (art.
27).
Questo
primo passaggio avviene sulla base di un
elenco di sette requisiti (anzianità, democraticità, trasparenza, presenza
di elementi deontologia, obbligo della formazione permanente, diffusione
nazionale, requisiti di moralità degli amministratori). Il riconoscimento viene
attuato con decreto del Ministro della
Giustizia di concerto con il Ministro delle Politiche comunitarie
e del Ministro competente (previo parere del CNEL). Le associazioni che hanno
ottenuto il riconoscimento possono
essere iscritte al Registro delle associazioni professionali (art. 28)
istituito presso il Ministero della giustizia e rilasceranno attestati di competenza ai sensi della direttiva
europea 92/51/CEE.
Le
caratteristiche di questi attestati - di validità triennale – sono definite
dalla proposta di legge all’art. 29.